PERCHÉ SCEGLIERE UN DRY GARDEN E NON UN GIARDINO CONVENZIONALE
Quando il giardino deve adattarsi al clima, non il contrario
Un esempio reale: il giardino mostrato nella fotografia è stato ricostruito per ben tre volte negli ultimi sei anni.
Non per una scelta estetica, ma perché la vegetazione utilizzata non è riuscita a rispondere adeguatamente alle condizioni climatiche sempre più difficili che si sono manifestate nel tempo.
È un esempio concreto di ciò che sta accadendo in molti giardini: piante sottoposte a stress termico e idrico, prati che durante le estati più calde perdono rapidamente vigore, maggiori problemi fitosanitari e una crescente necessità di irrigazione e manutenzione.
Questo porta a una domanda importante:
ha ancora senso progettare oggi un giardino utilizzando gli stessi criteri di venti o trent'anni fa?
Il clima è cambiato. E anche il modo di progettare il verde deve cambiare.
IL CLIMA È CAMBIATO. ANCHE IL GIARDINO DEVE CAMBIARE.
Per decenni il giardino convenzionale è stato costruito intorno a un modello molto preciso: un prato verde e uniforme, aiuole ricche di piante ornamentali, siepi regolari, irrigazione frequente e interventi di manutenzione programmati.
Un modello che poteva funzionare in condizioni climatiche differenti da quelle attuali.
Oggi, invece, ci troviamo sempre più spesso di fronte a estati caratterizzate da temperature elevate, periodi prolungati di siccità, maggiore evaporazione dell'acqua dal terreno e precipitazioni distribuite in maniera sempre meno regolare.
Non è soltanto una questione di temperature più alte.
È cambiato l'intero equilibrio nel quale le piante devono vivere.
Una pianta che per anni ha vegetato senza particolari problemi può oggi trovarsi sottoposta a condizioni di stress che ne compromettono crescita, fioritura e resistenza.
Quando lo stress diventa ricorrente, aumentano anche la necessità di irrigazione, le problematiche fitosanitarie e la necessità di sostituire le piante che non riescono ad adattarsi.
Per questo progettare un giardino oggi significa necessariamente considerare il clima presente e quello che possiamo ragionevolmente aspettarci negli anni futuri.
IL PROBLEMA DELLE PIANTE NON ADATTE
Uno degli errori più frequenti nella progettazione di un giardino è scegliere una pianta esclusivamente perché è bella.
La bellezza è importante, ma non può essere l'unico criterio.
Una pianta deve essere scelta anche in funzione di:
esposizione;
caratteristiche del terreno;
disponibilità di acqua;
temperature;
resistenza alla siccità;
resistenza al caldo;
resistenza alle principali problematiche fitosanitarie;
dimensioni a maturità;
comportamento durante le diverse stagioni.
Inserire una specie con elevate esigenze idriche in un ambiente sempre più caldo e siccitoso significa spesso creare artificialmente condizioni che il luogo non è più in grado di garantire.
E quando la pianta non è adatta, l'intervento dell'uomo diventa continuo.
Più acqua.
Più concime.
Più trattamenti.
Più potature.
Più sostituzioni.
Il problema, quindi, non è sempre la pianta. Molto spesso è la scelta della pianta nel posto sbagliato.
Un Dry Garden parte invece dal principio opposto: non sforzare la natura, ma capirla.
E IL PRATO?
Il prato rappresenta uno degli elementi più evidenti di questa trasformazione.
Il classico prato ornamentale, verde, fitto e uniforme durante tutta la stagione calda, è un elemento estremamente esigente.
Richiede acqua, tagli frequenti, concimazioni, arieggiature, risemine e, in determinate condizioni, interventi contro patologie e infestanti.
Durante le estati più calde può entrare rapidamente in stress.
Quando l'acqua diminuisce, mantenere un prato perfettamente verde significa aumentare ulteriormente l'irrigazione proprio nel momento in cui questa risorsa diventa più preziosa.
Non significa che ogni prato debba essere eliminato.
Significa che deve essere valutato se quel prato, in quella posizione, con quella esposizione e con quella disponibilità d'acqua, sia realmente la scelta più corretta.
In alcuni contesti può essere più opportuno ridurre la superficie a prato, utilizzare specie più adatte alle condizioni climatiche oppure progettare aree differenti, nelle quali il verde sia affidato a una vegetazione più resiliente.
La progettazione contemporanea non deve quindi chiedersi soltanto:
“Quanto è bello questo prato?”
Ma anche:
“Quanto costa mantenerlo bello negli anni?”
L'ACQUA NON È INFINITA
L'acqua è destinata a diventare uno degli elementi centrali nella progettazione dei giardini.
Durante i periodi di siccità possono essere introdotte restrizioni sull'utilizzo dell'acqua per determinati impieghi, anche attraverso provvedimenti locali.
Questo rende sempre meno razionale progettare spazi verdi che dipendano costantemente da grandi quantità di acqua.
Il Dry Garden nasce anche da questa consapevolezza.
Non significa eliminare completamente l'irrigazione.
Significa ridurre la dipendenza dall'acqua e utilizzarla in maniera più efficiente.
La progettazione deve partire dalla scelta di piante che possano affrontare meglio periodi di caldo e siccità e, dove l'irrigazione è necessaria, utilizzare sistemi progettati per distribuire l'acqua in modo preciso e mirato.
L'acqua deve diventare uno strumento di supporto alla progettazione, non il mezzo attraverso il quale mantenere artificialmente in vita una vegetazione inadatta.
COS'È DAVVERO UN DRY GARDEN?
Un Dry Garden non è un giardino “secco” nel senso di povero, spoglio o privo di fioriture.
È un giardino progettato per utilizzare in modo più consapevole le risorse disponibili e per adattarsi meglio alle condizioni climatiche del luogo.
La selezione vegetale è uno degli elementi fondamentali.
Le piante vengono scelte considerando non soltanto la fioritura, ma anche la resistenza, la struttura, la forma, la tessitura delle foglie, il comportamento stagionale e la capacità di convivere con le altre specie.
Graminacee, erbacee perenni, arbusti e sempreverdi vengono combinati attraverso una vera e propria palette vegetale, con ripetizioni, contrasti e sesti d'impianto studiati per creare un paesaggio equilibrato.
Il risultato può essere estremamente ricco.
Colori.
Profumi.
Fioriture.
Movimento.
Texture.
Strutture invernali.
Bacche.
Cortecce.
Un Dry Garden non deve essere bello soltanto quando è in piena fioritura.
Deve avere qualcosa da raccontare in ogni stagione.
QUATTRO STAGIONI DA VIVERE
Uno dei grandi vantaggi del Dry Garden è la possibilità di progettare il giardino affinché cambi durante l'anno.
La primavera porta le prime fioriture.
L'estate esprime il massimo della vegetazione, dei colori e del movimento delle graminacee.
L'autunno modifica completamente le tonalità del giardino.
L'inverno non rappresenta necessariamente una stagione vuota.
Le strutture delle graminacee, le cortecce colorate di alcuni arbusti, le bacche e la presenza degli elementi sempreverdi possono continuare a creare forme e contrasti.
Un giardino che cambia non è un giardino che perde valore. È un giardino che vive.
IL TEMPO È UNA RISORSA. E ANCHE IL TEMPO HA UN COSTO.
Quando si realizza un giardino, molto spesso si considera principalmente il costo iniziale.
Ma un giardino non termina con la sua realizzazione.
Comincia proprio da quel momento.
Bisogna quindi considerare anche il costo della gestione negli anni.
Un giardino convenzionale può richiedere:
tagli frequenti del prato;
irrigazioni regolari;
concimazioni;
potature;
manutenzione delle siepi;
controllo delle infestanti;
arieggiature;
risemine;
trattamenti quando necessari;
sostituzione delle piante che non riescono ad adattarsi;
numerosi interventi stagionali.
Tutto questo richiede una cosa che oggi spesso manca: tempo.
Chi possiede un giardino lo fa principalmente per viverlo.
Per rilassarsi.
Per stare all'aperto.
Per trascorrere tempo con la propria famiglia.
Non necessariamente per trascorrere il proprio tempo libero occupandosi continuamente della sua manutenzione.
IL COSTO DEL GIARDINIERE
Quando il tempo a disposizione non è sufficiente, la manutenzione viene affidata a un professionista.
È una scelta assolutamente corretta.
Ma bisogna considerare che la frequenza degli interventi è direttamente collegata alla complessità del giardino.
Un prato che necessita di tagli frequenti, una siepe da mantenere sempre regolare, numerose piante con esigenze differenti e un'elevata necessità di irrigazione comportano inevitabilmente più ore di lavoro.
E più ore di lavoro significano un maggiore costo di gestione nel tempo.
Per questo motivo la sostenibilità economica di un giardino non deve essere valutata soltanto considerando quanto costa realizzarlo, ma anche quanto costerà mantenerlo per i successivi dieci, quindici o vent'anni.
Un progetto apparentemente economico può diventare molto più costoso nel lungo periodo.
Al contrario, investire nella progettazione e nella corretta selezione delle piante può permettere di ridurre sensibilmente gli interventi futuri.
IL DRY GARDEN NON SIGNIFICA ZERO MANUTENZIONE
È importante essere chiari.
Un Dry Garden non è un giardino completamente privo di manutenzione.
È un giardino progettato per richiedere una manutenzione molto più semplice e razionale.
Una volta raggiunto il corretto attecchimento delle piante, molte delle nostre composizioni possono essere gestite principalmente attraverso un intervento annuale tra marzo e aprile.
Le graminacee e le erbacee perenni vengono tagliate a circa 15–20 cm dalla base.
Gli arbusti sempreverdi possono essere eventualmente sagomati.
Si effettua la pulizia delle aiuole, si controlla lo stato delle piante e, quando necessario, si interviene con una concimazione minima.
Dopodiché il giardino può svilupparsi seguendo il proprio ciclo vegetativo.
Questo significa che anche il proprietario può partecipare alla gestione del proprio giardino senza necessariamente dover ricorrere continuamente a un giardiniere.
La manutenzione deve tornare a essere un piacere, non un obbligo.
DRY GARDEN E GIARDINO CONVENZIONALE: DUE APPROCCI DIVERSI
La differenza non riguarda soltanto l'aspetto estetico.
Riguarda il modo stesso di concepire il giardino.
GIARDINO CONVENZIONALEDRY GARDEN Maggiore dipendenza dal prato tradizionale - Superfici progettate in funzione del contesto - Maggiore richiesta di acqua - Utilizzo più razionale dell'acqua - Piante spesso selezionate principalmente per l'estetica - adattamento e resistenza - Tagli frequenti del prato - Riduzione degli interventi ripetitivi - Maggiore necessità di manutenzione - Manutenzione programmata e semplificata - Maggiore dipendenza da irrigazione e cure - Maggiore autonomia della vegetazione - Possibili problemi in condizioni climatiche estreme - Progettazione orientata alla resilienza - Maggiore impegno di tempo - Minore tempo dedicato alla gestione - Costi di manutenzione potenzialmente elevati - Costi di gestione più contenuti nel lungo periodo - Vegetazione spesso pensata per mantenere un aspetto costante - Giardino progettato per cambiare durante le stagioni
LA VERA SOSTENIBILITÀ È PROGETTARE PER IL FUTURO
Sostenibilità non significa semplicemente utilizzare meno acqua.
Significa progettare un sistema che abbia senso nel luogo in cui viene realizzato.
Significa scegliere piante che possano vivere bene in quelle condizioni.
Significa ridurre gli sprechi.
Significa considerare il tempo necessario alla manutenzione.
Significa valutare i costi di gestione nel lungo periodo.
Significa creare un giardino capace di affrontare meglio le condizioni climatiche che stanno diventando sempre più frequenti.
Un giardino non dovrebbe essere costantemente costretto dall'uomo a sopravvivere.
Dovrebbe essere progettato affinché possa vivere bene.
NON RINUNCIARE AL GIARDINO. CAMBIA IL MODO DI PROGETTARLO.
Scegliere un Dry Garden non significa rinunciare al verde.
Non significa rinunciare ai fiori.
Non significa avere un giardino spoglio.
Significa superare un modello nel quale il giardino deve essere mantenuto artificialmente nelle stesse condizioni per tutto l'anno.
Significa accettare e valorizzare il cambiamento delle stagioni.
Significa scegliere piante che sappiano affrontare meglio il caldo e la scarsità d'acqua.
Significa progettare uno spazio che richieda meno interventi e restituisca più tempo a chi lo vive.
Perché il vero lusso, oggi, non è avere un giardino che richiede continuamente cure.
È avere un giardino bello, sano e resiliente che ti permetta di goderti il tempo che hai.
IL GIARDINO DEL FUTURO È UN GIARDINO CHE SA ADATTARSI
Il Dry Garden non nasce da una moda.
Nasce dall'osservazione di ciò che sta accadendo.
Il clima cambia.
L'acqua diventa una risorsa sempre più preziosa.
I costi della manutenzione aumentano.
Il tempo a disposizione diminuisce.
E diventa quindi necessario progettare il verde con criteri differenti.
Per questo crediamo che il futuro del giardino non consista nel cercare di mantenere artificialmente un modello del passato.
Consista nel progettare spazi verdi capaci di convivere con il clima del presente e con quello che verrà.
Un giardino più consapevole.
Più resiliente.
Più rispettoso delle risorse.
Più semplice da gestire.
Più ricco di biodiversità.
Più bello nel tempo.
Visione Sostenibile
Progettazione e realizzazione di giardini resilienti, Dry Garden e spazi verdi a bassa manutenzione.
Non sforzare la natura. Imparare a comprenderla.
Perché il giardino migliore non è quello che chiede di più alla natura.
È quello che sa vivere in armonia con essa.